Un rinvaso extra large

Vi presento il rinvaso di uno dei miei prunus mahaleb che ho soprannominato “Bambino” …

date le notevoli dimensioni ed il peso mi sono fatto dare una mano dal mio ulivo .)

Come primo rinvaso ho usato un vaso di recupero che servirà per coltivazione fino alla prossima primavera, il pane radicale è perfetto quindi l’anno prossimo lo rinvaserò in un vaso definitivo decisamente più piccolo, proporzionato e sicuramente di valore per dare il giusto rispetto a questo esemplare di ciliegio fuori dal comune !

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Un ginepro da vivaio

La prima cosa da fare quando si inizia ad impostare un ginepro preso in vivaio è la pulizia sul tronco e sui rami primari di tutti i rametti e germogli inutili alla struttura finale, la pulizia della corteccia vecchia e dei rami secchi ma soprattutto la pulizia del nebari per scoprire il più possibile le radici alla base della pianta.

Si sceglie quindi lo stile ed il fronte solo dopo aver completato questo lavoro preparatorio di pulizia, così sarà scoperta la parte più interessante del nebari e del tronco oltre ad aver individuato i futuri rami primari. Per questo ginepro abbiamo deciso per uno stile Moyogi ed inclinato la pianta verso destra per esaltare il bel movimento del tronco.

Quindi abbiamo cominciato il lavoro di avvolgimento iniziando dal basso e legando con il filo più grosso i rami primari oltre che il tronco ma solo nella parte apicale. Poi si inizia ad avvolgere filo di diametro più piccolo su tutti gli altri rami (secondari, terziari etc etc), è molto complicato avvolgere filo sottile perché i rametti sono molto fragili e si rischia spesso di danneggiarli o spezzarli. Completato il lavoro è molto utile prendersi una piccola pausa magari rimettendo a posto filo ed attrezzi, per poi ritornare ad osservare la pianta e portare le ultimissime modifiche alla chioma finale.

La prima impostazione di questo chuhin è iniziata e terminata in poco tempo durante lo stesso giorno perché l’avvolgimento è stato facile viste le ridotte dimensioni della pianta, ma sarà molto più complicato il rinvaso perché di solito le piante da vivaio coltivate in vaso di plastica nero hanno un brutto apparato radicale compatto, intrigato e pieno di fittoni.

Ecco la sequenza fotografica della lavorazione …

Il rinvaso di un tasso baccata chokkan …

La preparazione del nuovo vaso.

Si lava per bene il nuovo vaso e si inseriscono delle retine sui buchi di drenaggio, le retine devono essere ben bloccate con uno piccolo spezzone di filo metallico. Quindi si inseriscono i fili metallici che serviranno ad ancorare la pianta al vaso. Si prepara il nuovo terriccio mischiando diversi tipi di terra, di solito la quantità maggiore nei preparati è l’akadama ma non è una regola fissa infatti il terriccio può essere molto diverso a seconda dei casi, comunque per questo tasso ho mischiato 70% akadama, 20% pomice e 10% lapillo vulcanico. Per favorire il drenaggio abbiamo messo sul fondo del vaso uno strato di pomice, ma può andare bene anche del ghiaino, quindi subito sopra un primo strato di terriccio ed abbiamo creato una piccola cunetta di terra che sarà utilissima perché su questa sarà posizionata ed ancorata la pianta, la cunetta di terra è indispensabile ad evitare sacche di aria sotto le radici.

Si taglia il filo metallico di ancoraggio e con qualche colpetto sui bordi del vaso si libera il pane radicale in modo da poter togliere la pianta dal vecchio vaso di coltivazione. Si elimina la terra vecchia per districare il pane radicale, poi si eliminano tutte le radici a fittone e comunque si potano le radici di 1/3 rispetto a quelle esistenti. Si lava con un getto d’acqua il pane radicale eliminando così completamente la terra vecchia. Se emergono ancora radici a fittone devono essere tutte eliminate. Il pane radicale adesso è pronto e la pianta può essere risistemata in vaso.

Risistemazione in vaso, ancoraggio della pianta, nuovo terriccio ed annaffiatura

Sistemata la pianta sulla cunetta di terra abbiamo legato le due estremità del filo per ancorare la pianta al vaso, prima di legare bene il filo metallico si inserisce un primo strato di terriccio. Quindi si lega bene il filo metallico con la pinza e si inserisce un altro strato di terriccio, a questo punto è fondamentale essere sicuri che non ci sono sacche d’aria quindi con un bastoncino di legno (tipo quelli cinesi da pasto) si scuote il nuovo terriccio per farlo penetrare bene ed a fondo nelle radici , si annaffia abbondantemente finché l’acqua non fuoriesce dal buco di drenaggio.

Il rinvaso è completato.

Il rinvaso di un prunus mume chuhin …

PRIMA FASE
preparazione del vaso e del nuovo terriccio.Si taglia il filo metallico di ancoraggio e con qualche colpetto sui bordi del vaso si libera il pane radicale in modo da poter togliere la pianta dal vaso. Quindi si lava per bene il vaso e si inserisce una retina sul buco di drenaggio, la retina deve essere ben bloccata con uno piccolo spezzone di filo metallico.Qunidi si inserisce il filo metallico che servirà ad ancorare la pianta al vaso. Si prepara il nuovo terriccio mischiando diversi tipi di terra, di solito la quantità maggiore nei preparati è l’akadama ma non è una regola fissa infatti il terriccio può essere molto diverso a seconda dei casi, comunque per questo prunus mume abbiamo mischiato 70% akadama, 20% terra di sottobosco e 10% lapillo vulcanico.Per favorire il drenaggio abbiamo messo sul fondo del vaso uno strato di pomice, ma può andare bene anche del ghiaino. Subito sopra alla pomice abbiamo messo un primo strato di terriccio ed abbiamo cerato una piccola cunetta di terra che sarà utilissima perchè su questa sarà posizionata ed ancorata la pianta, la cunetta di terra è indispensabile ad evitare sacche di aria sotto le radici.

SECONDA FASE
pulizia del pane radicale, potatura delle radici fittonanti, lavaggio delle radici.Si comincia il lavoro per eliminare la terra vecchia e districare le radici. Si eliminano tutte le radici fittonanti e comunque si potano le radici di 1/3 rispetto a quelle esistenti. Abbiamo lavato con un getto d’acqua il pane radicale eliminando completamente la terra vecchia.Le radici adesso sono pronte e la pianta può essere risistemata in vaso.

TERZA FASE
risistemazione in vaso, ancoraggio, nuovo terriccio ed annaffiatura.Sistemata la pianta sulla cunetta di terra abbiamo legato le due estremità del filo per ancorare la pianta al vaso, prima di legare bene il filo metallico si inserisce un primo starto di terriccio. Quindi si lega bene il filo con la pinza e si inserisce un altro strato di terriccio. A questo punto è fondamentale essere sicuri che non ci sono sacche d’aria quindi con un bastoncino di legno (tipo quelli cinesi da pasto) si scuote il nuovo terriccio per farlo penetrare bene ed a fondo nelle radici. quindi si annaffia abbondantemente finchè l’acqua non fuoriesce dal buco di drenaggio.Il rinvaso è completato.